“Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò a essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro
incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore.” (Il piccolo principe)
fottere
farsi fottere
fotti
fotti a pecora
fottere sul letto divano sedia lavatrice tavolo scale metro prato spiaggia sdraio macchina
farsi fottere e godere
farsi fottere e soffrire
farsi il capo la compagna la segretaria il giardiniere la fidanzata dell’amico la madre il fratello dell’amica il criminale
farsi di keta md metanfetamina crack popper speed extasy barbiturici
fottute troie porte chiavi giornate di pioggia fighe di legno madri in menopausa mestruazioni intercalari emozioni
fottitene
fotti
È tutto come farsi male, come uccidersi ancora. Ultimi nell’incrocio del respiro col suolo. E reiniziare a camminare ma per rompersi ora.
Primi in un mondo a parte, privi di gravità, un volo d’arte. Da sola, mischiarsi con nuove velocità.
Nello spazio che si annulla rischiando l’identità.
Come volersi ancora ma a metà, come vedersi nuovi, come vedersi qua.
Tutto il resto circolare, fermi nel vento d’Africa i tuoi giorni di sale.
Bacio nel temporale, zitti nel grande salto, vuoti per ignorare, il gelo che abbraccia sembianze umane. Per stare soli di passaggio e respirare
insieme sterilizzando da un’altra stazione chiave, vuole amarci e non ha nient’altro da fare, adesso ci scorre addosso e tu, riesci a sentirmi ora.
Ora sta suonando in mezzo a noi, ma non riesci a farlo come sa, non ha voce, non ha tempo, ma la forza.
Come nel silenzio per ritrovarsi ancora.
Hey, queste notti sono il siero appeso a un filo.
Sono macchie di ricordi ed è l’inchiostro con cui scrivo, parlami in questo silenzio, scrivimi dal mare, dallo struggle che ci lega, dallo spazio che ci nega.
Alzo il telefono ma il numero è scritto. Lasci casa vuota, mi sono perso nel piano di sopra. Prendo un caffè ma adesso qui non squilla mai, come cazzo vuoi che creda che un giorno ritornerai!
Ho acqua dentro le mie scarpe, aghi dentro ai miei palmi, il tempo può ammazzarti o salvarmi e poco importa se la sabbia ci è nemica. Credi basti un cuore a pezzi per bloccare la clessidra?
Yes! Che vuoi che dica ho poco spazio, lo stesso tra due corpi nella furia di un abbraccio. Ho poco tatto, lo stesso del calore nella stretta delle mani che lascio.



